Léopold Gourmel (Velier)

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Léopold Gourmel (Velier) 2017-08-25T10:24:05+00:00

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Secondo la mia personalissima opinione Leopold Gourmel è il migliore distillato del mondo insieme ai distillati di frutta di Luigi Capovilla. Uve provenienti esclusivamente dai suoi vigneti con una resa di 60 quintali per ettaro! Nessuna aggiunta di caramello, zucchero e tannini artificiali purtroppo usati da tutti gli altri produttori di Cognac.
Tutte le qualità sono “mono millesimo” e anche se per la legislazione francese non si può indicare l’anno vi sveliamo quali sono: Premier Saveurs 1995, Age de Fruit 1989, Age des Fleurs 1986, Age des Epices 1980, Quintessence 1967.

IL GUSTO DELL’ AUTENTICITA’

Léopold Gourmel era un uomo savio che sapeva apprezzare le buone cose. Amava il sapore del pane appena sfornato quanto quello del buon Cognac. Ed ha trasmesso questo gusto dell’autenticità ai suoi figli ed ai suoi nipoti che continuano oggi il suo lavoro. Rispettare il carattere dell’acquavite, conservarne la purezza e la freschezza esaltando al tempo stesso i suoi sapori naturali: ecco come possiamo riassumere l’attività dell’équipe
Léopold Gourmel, dalla coltivazione della vigna all’imbottigliamento.

INFORMAZIONI SULLA NOSTRA AZIENDA

L’ingente quantità dei nostri stock ci permette di lasciare che il tempo svolga la sua opera.
Quindici anni di vendite in stock non è poco neanche a Cognac! Siamo in stretto rapporto con i nostri viticultori. I vigneti si trovano principalmente nei migliori Fins Bois e in Petite Champagne, la vendemmia continua ad essere manuale. La distillazione si svolge secondo i principi definiti da Pierre Voisin, fondatore del Cognac Gourmel. Dopo uno studio attento delle querce delle foreste del centro della Francia, abbiamo scelto quelle il cui legno darà il miglior gusto. Possediamo un importante stock di legno che ci consente di assicurare sempre la qualità dei nostri fusti.

LA QUALITA’ E’ TUTTO, ESSA NON DIPENDE SOLTANTO DALL’ ETA’ O DAL CRU

Un Cognac di 50 anni può essere straordinario, ma è soprattutto un mito, poichè ne esiste pochissimo: qualche damigiana di un Paradisnon fa certo un’azienda di Cognac.
La provenienza non basta per definire la qualità: in ogni vigneto vi sono zone buone e meno buone. Un gran Cognac è forse una Grande e
una Petite Champagne, ma può essere anche una Borderie o un Fins Bois. L’elaborazione di un gran Cognac è lunga e delicata, ogni tappa è importante e merita attenzione.

PRINCIPALI E VERI FATTORI DI QUALITA’ DEL COGNAC

La distillazione amplifica le caratteristiche del vino. Tutto quanto influisce sulla qualità del vino conta: terreno, età delle viti, portinnesto, rendimento, condizioni nelle quali si effettuano la vendemmia e la vinificazione. Tutto dipende anche da come viene svolta la distillazione. L’alambicco di Cognac, apparecchio molto avanzato, permette di decidere esattamente cosa si vuole ottenere. Il risultato dipende dunque
dal ragionamento che guida il distillatore.
Sucessivamente, saranno le condizioni dell’invecchiamento che influiranno altrettanto sulla qualità. Soprattutto il tempo d’invecchiamento
dopo la riduzione e la quercia utilizzata per fabbricare i fusti.

L’ INVECCHIAMENTO DEL COGNAC

Il Cognac invecchia in fusti e, nel corso degli anni, il suo colore, il suo profumo ed il suo gusto si evolvono. Durante il primo anno trascorso in
fusti nuovi il Cognac prende dei tannini; poi viene travasato in fusti più vecchi per non accentuare troppo l’importanza del gusto del legno.
Il contatto con il legno da cui estrae i tannini e gli zuccheri, il contatto con l’aria della cantina attraverso i pori del legno, ossidano progressivamente il Cognac. Da ciò risulta una profonda trasformazione.
Vi è dapprima il periodo degli aromi di frutta, poi, verso il decimo anno, quello del “bouquet”.
Quattro o cinque anni più tardi, quando l’ossidazione si sarà ulteriormente accentuata, l’acquavite assume delle note speziate.
Contrariamente al vino, il Cognac non continua ad invecchiare dopo essere stato imbottigliato.

LE DENOMINAZIONI D’ ETA’ DI LEOPOLD GOURMEL

Un buon invecchiamento è costituito quindi da tre fasi importanti. Le nostre denominazioni corrispondono a questa evoluzione.
Age du fruit: color oro pallido. Aromi fruttati, rotondo, leggermente vanigliato, ricorda la vendemmia.
Age des Fleurs: color oro fino. Complesso bouquet floreale. Molto vanigliato, con un sottile aroma di liquirizia.
Age des Èpices: color oro antico. Sempre più vanigliato, muschiato, speziato, denso. Impressioni di frutti molto maturi.
Quintessence: color oro rosso. Sapori ancora più complessi e concentrati, ammirevole binomio di vivacità e tenerezza, dal gusto molto raro di rancio.

LE CARATTERSTICHE SALIENTI DEI COGNAC LEOPOLD GOURMEL

Un cognac fruttato:
Si ha tendenza a dimenticare che il Cognac è un’acquavite di vino e quindi un’acquavite d’uva. Il Cognac Gourmel Age du Fruit è piuttosto chiaro
poichè il boisage rimane moderato per non danneggiare gli aromi.

Un colore naturale piuttosto chiaro:
Gli XO sono spesso più giovani del nostro Age des Fleurs. Non abbiamo voluto lasciarlo a lungo in fusti nuovi per non alterarne l’equilibrio gustativo. Un cognac autentico e delicatamente boisé non diviene piuttosto oscuro che dopo 25 o 30 anni.

Dei Cognac di un solo millesimo:
Léopold Gourmel non effettua nessuna miscela di acquaviti di differenti raccolti. Ogni Cognac possiede gli aromi ed i sapori corrispondenti al
suo millesimo.

Dei Cognac fini, dal gusto persistente, che lasciano un’impressione di freschezza:
I conoscitori di Léopold Gourmel parlano di “esplosione aromatica”.

Tutti i nostri Cognac hanno un livello di qualità identico, la loro unica differenza risiede nell’età:
Se si continua l’invecchiamento dell’Age du Fruit, dopo anni di cure attente diventerà Quintessence. Age du Fruit o Quintessence beneficiano degli stessi trattamenti rigorosi.

INFLUENZA DELLA TEMPERATURA

Se conservati in un locale freddo, i Cognac Léopold Gourmel possono mancare momentaneamente di lucentezza ed apparire torbidi. Non si tratta di un difetto.
Questa reazione al freddo è la prova che essi contengono tutti quegli elementi (olii essenziali,…) che donano all’acquavite bouquet, sapore
e armonia. Una filtrazione troppo fitta assicurerebbe una lucentezza costante ma altererebbe la qualità.

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