The Royal Tokaji: Ungheria (Classica)

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The Royal Tokaji: Ungheria (Classica) 2017-08-25T10:24:04+00:00

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All’indomani della caduta del comunismo, avvenuta nel 1989, la Royal Tokaji Wine Company ha dato inizio al Rinascimento del Tokaji. Alcuni investitori stranieri, tra cui Hugh Johnson e Peter Vinding-Diers, hanno dato vita a questa azienda in collaborazione con 63 viticoltori del villaggio ungherese di Mád, impegnandosi a produrre soltanto vini Aszú a quattro o più puttonyos e seguendo la classificazione del 1700 per i migliori terroir.

La regione del Tokaji si trova a 200 Km a Nord di Budapest e comprende 28 villaggi sparsi tra dolci colline di origine vulcanica che si estendono per 4.500 ettari. Primo vitigno fra tutti, nel 1700 il Tokaji fu classificato in “Primae Classis”, “Secundae Classis”, “Tertius Classis” in relazione alle zone ed al clima. I tre vitigni principali del Tokaji sono Furmint, Hárslevelu e Muscat Lunel; da quest’ultimo si ottiene il più raffinato vino Aszú, ma è estremamente raro in purezza ed è altrimenti usato come condimento.

“Aszú” è il temine magiaro per pourriture noble, con riferimento alle uve aggredite dalla botrytis. Per avere il massimo impatto con la botrytis e un’intensità quasi focosa, le rese devono essere contenute in 10 ettolitri per ettaro. In alcune annate l’Aszú non viene fatto, poiché la botrytis cinerea richiede grande umidità ed un lungo, caldo autunno con le tipiche foschie che si levano dal vicino fiume Tisza, laddove si congiunge con il Bodrog.

COME SI FA IL TOKAJI

Le uve di Aszú sono raccolte a mano e selezionate in puttonyos, cioè mastelli da 20 litri contenenti i frutti appassiti e botritizzati. I puttonyos vengono usati per misurare la dolcezza del vino finale: più sono i puttonyos, maggiori sono la dolcezza, la ricchezza, la rarità del Tokaji ed il suo prezzo. Gli acini sono pressati e la pasta sciropposa di Aszú ottenuta viene aggiunta ai singoli gönci (piccole botti da 136 litri) contenenti il vino base fatto con uve dell’annata precedente e non contaminate dalla botrytis. Sono necessari due o più giorni per estrarre gli zuccheri naturali e gli aromi della pasta. Le piccole botti sono poi poste in cantina dove, con un’ulteriore aggiunta di pasta di Aszú, viene provocata una seconda fermentazione. In termini di tempo, ciò può significare diversi mesi come diversi anni in relazione alla rigida temperatura della cantina ed all’alto contenuto zuccherino. Il Tokaji viene fatto maturare in cantine buie e strette, ricavate nel tufo di colline vulcaniche. Originariamente scavate quale difesa contro gli invasori turchi, queste cantine formano un autentico labirinto che si dirama per miglia nel sottosuolo. La temperatura si mantiene costante a 10°C ed il cambio dell’aria è assicurato da un sistema di tiraggio detto “buchi nell’anima”. File di gönci si allineano sotto le volte coperte di muffe nella luce tremula delle candele.

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